Un castello, un tempio galleggiante e il museo più brutto del mondo perché non dovrebbe esistere.
Arrivando a Hiroshima da Osaka, ci siamo fermati al castello di Himeji. Bianco e maestoso, con i suoi seicento anni di storia, si erge sopra una “piccola” cittadina tranquilla, sorridente e molto accogliente.
La calma e la tradizione, le nostre prime “key word di tappa” si palesano nella sobrietà e nella funzionalità del castello (niente a che vedere con lo sfarzo dei castelli a cui siamo abituati in Europa), nella perfezione e nel minimalismo del giardino giapponese, Kokuen, che si trova lì vicino e nelle persone che abbiamo incontrato: la commessa super kawaii e sorridente, il personale del negozio di soba preparati a mano davanti ai clienti.
Le stesse parole si sono confermate a Miyajima, l’isola con uno dei templi forse più iconici del Giappone, quello che galleggia. Piena di turisti, offre paesaggi mazzafiato e una ricca tradizione artigianale e culinaria.
Poi, è arrivato il momento delle riflessioni. Hiroshima, il museo della pace, la testimonianza di uno dei più grandi orrori che l’essere umano sia riuscito a commettere.
Il museo e il memoriale sono la testimonianza di quello che è successo e un continuo messaggio di pace e speranza per il futuro. Costruito con uno storytelling da manuale, mostra per oggetti e immagini cosa è successo il 6 agosto del 1945 alle 8:15.
La devastazione, i danni causati dalle radiazioni, le grida delle anime e il racconto della vita quotidiana, non sempre facile, dei sopravvissuti. Ma non solo, la volontà di spiegare cosa realmente cosa sia la minaccia nucleare e la volontà di essere un simbolo nella costruzione di un mondo di pace.
E non è scontato. Non lo è quando ci si chiude nel proprio carruggio e non si riesce più a percepire quanto in fondo la visione di insieme e il rispetto del prossimo come essere umano siano più importanti degli interessi personali e contingenti.
Noi, abbiamo voluto ricordarcelo a Hiroshima, una città tutto sommato un po’ “fredda” ma sicuramente ricca di simboli.
E… Tomorrow is a new day, una nuova possibilità di rivedere le proprie priorità.
A presto!
Rigorosi come il receptionist che ci ha accolto. Colazione nella caffetteria convenzionata accanto all’hotel.
• Himeji: il castello, gli udon, la commessa kawaii.
• Serietà rigore severità della città.
• La cena all’Izakaya con le coperte.
• Miyajima: la funicolare, la salita, i colori del tempio con il tori che galleggia, il pranzo.
• Lo storytelling del museo della Pace e il parco.
Il monte Misen.