Prima Tappa

KYOTO

Immersione, tradizione, armonia
Ma non solo… gentilezza, interazione, riflessione 


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Ad accoglierci, la meravigliosa signora Tomoe che aiuta me a ri-ambientarmi, dopo, ahimè, quasi 15 anni, e guida Sergio nei suoi primi passi in Giappone.

A stupirci l’altissimo numero di turisti: eccoli gli effetti l’overturism, della crescita delle economie asiatiche e di Google, che ha reso tutto molto più facile.

Ma… gli odori, i sapori, la gentilezza, l’educazione e quel bisogno di rispettare le regole per non recare disturbo a nessuno sono sempre gli stessi… ed è bello ri-scoprirli insieme.

L’immersione, la tradizione e l’armonia li abbiamo trovati, come speravamo, nei festeggiamenti di Capodanno, nelle località, nei templi buddisti e shintoisti che abbiamo visitato, nell’architettura, al Nishiki market e, ebbene sì, anche nelle “turistate” che ci hanno permesso di toccare con mano antiche tradizioni.

Meravigliose la cerimonia del tè e la Geisha. Avvolgente lo street food.

Commuovente i Joya no Kane e la lunga e quasi mistica attesa al Chioinji la notte di Capodanno, preceduta dalla cerimonia dell’Okera Mairi allo Yasaka Jinja.

Ammaliante il Kinjakuji, ipnotici i giardini del Ryonji e i Torii vermigli del Fushimi Inari Jinja.
Fiabesca la foresta di bambù di Arashiyama.

Iconico il paesaggio di Uji.

Era proprio quello che cercavamo: un modo diverso di guardare il futuro, la consapevolezza che oltre al nostro naso e la routine che ci ha fatto male, c’è molto di più! Ma non solo, un Capodanno con tanto tempo per riflettere su cosa vogliamo davvero essere.

La gentilezza l’abbiamo trovata nelle persone che ci hanno dedicato un sorriso e mostrato voglia di aiutarci, nonostante prendessimo parte, da profani, alle loro tradizioni religiose, confermandoci che il diverso non per deve essere allontanato!

L’interazione, nell’Izakaya con 7 coperti, della super cool coppia di ultrasessantenni e gli altri avventori.

La riflessione ce l’ha offerta la natura stessa di Paese dove le persone accettano di fare due volte la fila per acquistare 3 biglietti del treno (più di due alla volta non si può!) e di rispettare un ordine e un silenzio rigorosi in ore di coda a Capodanno, ma spesso sembrano sole in un modo dove, a volte, gentilezza e umiltà vengono scambiate per debolezza.

A presto!

Scheda di tappa

Hotel

Un’atmosfera rilassata, quasi da studentato, una buona colazione, le prime lavatrici, la terrazza.

Memories

• Tomoe e l’autista che sono venuti a prenderci.
• Il primo impatto con il Giappone, le tradizioni, lo street food, i combini, i jingle dei semafori, le aree fumo e l’assenza di fazzoletti per il naso come li intendiamo noi.
• I templi e le stradine con i negozi che ti ci conducono.
• Le cerimonie di Capodanno.
• La geisha e la cerimonia del tè in kimono.
• I bambù.
• L’atmosfera del Nishiki Market.
• I cervi di Nara.
• Il bambino e il finestrino del bus.
• I tre bambini in posa per un servizio fotografico in kimono.
• Lo splendore del Kinkakuji.
• I signori che ci hanno indicato la strada all’Okera Mairi e la poliziotta che mi ha aiutato con il nodo della corda di bambù.
• La carbonara a colazione.  

La figata non prevista

L’Izakaya dei nostri Tomodachi!

Legenda

Il Joya no Kane è una cerimonia durante la quale i monaci dei templi buddisti suonano per 108 volte la campana. Questi rintocchi simboleggiano i 108 peccati originali della fede buddista e servono a perdonare peccati compiuti nell'anno appena trascorso, come una specie di assoluzione.

L’Okera Mairi dello Yasaka Jinja è il festival del fuoco di Capodanno. Le erbe medicinali vengono date alle fiamme e le energie negative dell'anno precedente vengono spazzate via per accogliere un nuovo periodo di buona sorte.

Per ottenere ancora più fortuna, si può portare il fuoco con una corda di bambù. Per tenere acceso il fuoco all'estremità della corda, è necessario farla oscillare continuamente.  

Panda

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