Saliamo in treno, salutiamo Kyoto e suoi mille templi e arriviamo nella terza città più grande del Giappone.
Sul taxi, ci troviamo subito immersi nella frenesia di una città ricca di storia e di cultura ma anche di modernità, insegne gigantesche, grattacieli e un pizzico di sana esagerazione.
Visitando il Castello riscopriamo la storia di questo Paese, Elena non ha potuto non ricordare i giorni e le notti sui libri a studiare le avventure di Toyotomi Hideyoshi e le guerre dei suoi eredi con il clan dei Tokugawa…
Ma è visitando i quartieri di Shinsenkai e Dotombori, salendo sull’Umeda Sky Building e passando una giornata agli Universal Studios che cominciano a prendere forma le Key Word che avevano scelto per questa seconda tappa: divertimento, leggerezza e pop culture.
Luci al neon, musica, frenesia, caccia al selfie perfetto… caratterizzano i quartieri dello street food e della vita notturna.
Modernità, ricerca della perfezione architettonica e quella raffinatezza minimal che da sempre appartiene a questo Paese, si palesano nel giardino fluttuante, con vista a 360 gradi sulla città, che unisce le due torri di questo grattacielo di 173 metri.
Pop culture, desiderio di evadere e tornare un po’ bambini, senza doversi vergognare, venendo trasportati in un piccolo universo parallelo, sono i punti forti del parco divertimenti che desideravamo vedere da quando abbiamo scoperto dell’esistenza del Super Nintendo World.
Che dire? L’esperienza ci ha arricchito. Ci ha mostrato i diversi volti di una metropoli, ricordato che oltre il nostro naso c’è di più e possiamo sorridere ed essere felici nonostante alcune difficoltà, che possiamo essere capace di alleggerirci le spalle da tutto quello che ci ha sopraffatto. E ci siamo divertiti.
Ci siamo riempiti gli occhi di tante cose nuove, studiate, precise e coerenti con propria immagine, come piace a noi.
Ma non solo, abbiamo avuto anche la possibilità di ricordare il rischio che si cela dietro l’angolo dei mondi troppo perfetti, il fatto che chi non riesce a integrarsi rischia di soffrire e rimanere solo ed emarginato e che bisogna trovare il modo di evitarlo, diventando più ricchi e forti interiormente, come l’Umeda Sky Building che tra le molte cose è anche un simbolo della fine della bolla speculativa che ha caratterizzato il Giappone degli anni novanta.
A presto!
Molto grande e un po’ “freddo”, con tanti ospiti coreani. Colazione buona, sul roof con un bel panorama.
• Umeda Sky Building, il primo grattacielo.
• Le prime insegne.
• Il castello.
• Gli Universal Studio sotto la pioggia.
• Lo spettacolo di Conan in 4d.
• Il castello di Bowser.
• Lo street food.
Harry Potter agli Universal Studios (siamo nel futuro).