Settima Tappa - Episodio III

TOKYO: la vista dall’alto di un grattacielo

Nel terzo episodio della settima tappa ci concentriamo sul panorama dall’alto di un grattacielo. 

Paolo Nespoli, che in alto ci è andato davvero con la stazione spaziale, sottolinea spesso quanto nello spazio spariscono tutti i confini. La terra viene percepita come una massa unica, si smette di concentrarsi solo i dettagli, si guadagna la visione di insieme.

Il nostro Giappomese è anche un viaggio alla ricerca di una nuova prospettiva, di un nuovo modo di vedere le cose e avere la visione di insieme aiuta… quindi, quale occasione migliore per iniziare se non farlo concretamente salendo sui più famosi grattacieli di Tokyo e dintorni?

Siamo partiti dal palazzo del governo (che poi è il comune). Un edificio pubblico sul quale di giorno si può salire sulla terrazza panoramica, a 220 metri di altezza.

Poi siamo andati sulla Tokyo Skytree che vent’anni fa non c’era ma oggi è la torre per le telecomunicazioni più alta del mondo e una delle attrazioni turistiche più popolari del Giappone. Curata nei minimi dettagli con tre immancabili mascotte e continui riferimenti al mondo degli anime, offre un panorama a 360 gradi di Tokyo da 350 e 645 metri di altezza. C’è tanta gente, bisogna fare un po’ di code qua e là, c’è un lounge bar alla portata di tutti e il pavimento di vetro offre una prospettiva ancora diversa della città.

Sull’isoletta di Enoshima, vicino a Kamakura, siamo saliti sulla Sea Candle Tower, il faro che funge da torre di osservazione e ci ha regalato una bellissima vista del monte Fuji, che finalmente ha smesso di fare il timido!

Abbiamo salutato Tokyo dalla Shibuya Sky, una piattaforma di osservazione all’aperto che si trova a 229 metri di altezza sul tetto di un grattacielo vicino all’incrocio più famoso del mondo, moto meno affollata e un po’ più poetica delle altre.

Da diverse angolazioni, a diverse ore del giorno, dall’alto, abbiamo visto quanto sia grande e sconfinata la città che si perde oltre l’orizzonte e capito quanto tutto quello che “dal piano terra” sembra così imponente diventa piccolo piccolo e meno impattante. E non è male!

A presto! 

Scheda di tappa

Hotel

Un hotel con camere accessoriate con angolo cucina e lavatrici. Al posto della colazione dei voucher da spendere in alcuni locali del mercato di Tsukiji. 

Memories

• La caffetteria della colazione e la scuola di sushi lì accanto.
• I ragazzi americani in hotel.
• I negozi di fumetti con i ricordi di giovinezza.
• Le sala giochi con Mario Kart e i pupazzi da cercare di prendere.
• Asakusa e la via dei ciotolini.
• Le caffetterie con i maialini.
• I led.
• I negozi di street fashion molto cool di Harajuku.
• Le crepes che non ci sono piaciute.
• I ramen, finalmente.
• Il monte Fuji che non voleva farsi vedere.
• I giochi di luce a Disneyland e sul palazzo del governo di Shinjuku.
• Chi dormiva in piedi in metropolitana.
• I cartelli con gli avvertimenti.
• I panorami dai grattacieli.
• Hiro e Yoyo, le nostre guide.
• I nostri compagni di gita, i cinesi, i brasiliani..
• Gli artisti di strada.
• I quartieri più periferici come Yotsugi dove abbiamo trovato le statue di Holly e Benji.
• Il saluto del mail café.
• Sushisenzai e il suo fondatore.
• La cartoleria di Ginza.
• Le Drag Queen e il loro locale nel centro commerciale.
• L’atmosfera di Nagano Broadway.
• La monorotaia.
• I robot.
• Mario, il manager del ristorante di Kill Bill a Roppongi.
• I nostri disegni che prendono vita al Team Lab Planet.
• La birra e l’orchidea.
• La folla, come sardine in movimento.
• Il matrimonio al Meiji Jingu.
• La signora super cool nella smoking area di Harajuku.
• L’artigiano e i suoi anelli. 

La figata non prevista

Panorama dalla baia di Odaiba

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